L’oceano non è solo campo di interesse di ricercatori e scienziati, ma anche di fotografi e divulgatori. È uno spazio di immaginazione, meraviglia e consapevolezza, capace di parlare a tutti attraverso il linguaggio universale delle immagini. È da questa idea che nasce il progetto fotografico dedicato agli Oceani di David Doubilet, autore di ben 79 servizi per National Geographic, per cui ha cominciato a lavorare nel 1971, e di 12 libri, vincitore di numerosi e prestigiosi premi fotografici. Il noto fotografo ha esposto i suoi lavori fotografici tra New York, Washington D.C., Boston, San Francisco, Tolone, Marsiglia e Nizza, con un’unica tappa italiana a Firenze, presso Villa Bardini (proprio con la mostra Oceani).
Le oltre 80 fotografie di Doubilet raccontano mezzo secolo di esplorazioni subacquee. Un viaggio visivo che attraversa mari e oceani di tutto il mondo (dai Caraibi all’Indonesia, dalle Filippine all’Australia, fino ai ghiacci dell’Antartide) restituendo tutta la bellezza e, insieme, la fragilità degli ecosistemi marini.

«La superficie dell’oceano è una porta d’accesso all’altro 71% del nostro pianeta»: in questa frase David Doubilet riassume la filosofia che guida il suo lavoro. Da più di cinquant’anni, il fotografo americano si immerge sotto la superficie per rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto. Non lo fa per stupire, ma per educare lo sguardo, invitando il pubblico a conoscere il mare, ad amare la vita che custodisce, a guardare quella parte nascosta della Terra per poterla proteggere. Il fotografo alterna immagini capaci di restituire la biodiversità e la vastità degli oceani.
Uno degli elementi più affascinanti delle esposizioni di Doubilet è la presenza della celebre tecnica over/under, ideata dallo stesso fotografo, che consente di fotografare contemporaneamente ciò che accade sopra e sotto la superficie dell’acqua. Il risultato è una visione doppia, quasi sospesa, che mette in relazione il mondo umano e quello marino, ricordando quanto siano profondamente interconnessi. Questi scatti sono un invito a prendere coscienza del nostro presente: mostrano ecosistemi ancora intatti, ma anche segni evidenti delle pressioni esercitate dal cambiamento climatico e dalle attività umane.
Gli oceani, del resto, sono all’origine della vita sulla Terra e oggi coprono quasi tre quarti della superficie del pianeta. La loro salute influenza direttamente il clima, la biodiversità e la nostra stessa sopravvivenza. In questo senso, David Doubilet può essere considerato a pieno titolo un ambasciatore degli oceani: attraverso i suoi scatti ci mostra non solo ciò che esiste, ma anche ciò che rischiamo di perdere. Le fotografie rappresentano una vera e propria esperienza immersiva in questa realtà sommersa, perché, come suggerisce il lavoro di Doubilet, guardare l’oceano è forse il primo passo per imparare a rispettarlo.