Sempre più esposti ai cambiamenti climatici. Chi? I più piccoli. Il tema è chiaro: la crisi climatica è la principale minaccia ai diritti dell’infanzia. Scarsità d’acqua, insicurezza alimentare e scuole chiuse aggravano disuguaglianze già esistenti. Secondo l’ultimo rapporto Unicef (dati 2024) in Italia, le piogge torrenziali e le inondazioni hanno interrotto le lezioni per oltre 900mila studenti.

“L’Unicef promuove i diritti di bambine, bambini e adolescenti anche nel contesto del cambiamento climatico, favorendo la loro partecipazione attiva alle decisioni e alle soluzioni climatiche. Bambine e bambini colpiti da disastri legati al clima subiscono conseguenze negative anche sulla loro salute mentale”, ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell’Unicef Italia. Di qui l’iniziativa, presentata al ministro dell’Ambiente Picchetto Fratin, di un Protocollo di intesa che metta a sistema azioni congiunte per politiche e soluzioni climatiche a misura di bambini e adolescenti.
Sul tavolo anche l’Agenda 2022–2027 per l’infanzia e l’adolescenza. Ovvero una serie di iniziative che puntano a rendere i giovani non vittime, ma attori del cambiamento. Tra queste spiccano l’Hackathon per il Clima (per progettare soluzioni tecnologiche), la campagna “Cambiamo ARIA” sugli stili di vita e il concorso fotografico “Uno scatto per il clima”, che usa le immagini per urlare l’urgenza di agire. L’obiettivo è trasformare l’ansia climatica delle nuove generazioni in proposta politica. C’è poi un’altra questione, sottolineata nel contesto del progetto educativo di Scuolattiva Onlus “A Scuola di Acqua” e dedicato alla sensibilizzazione dei più giovani sui temi dell’idratazione e sostenibilità ambientale: in Italia è allarme ecoansia tra i bambini. Preoccupazione, tristezza, rabbia sono solo alcune delle emozioni più associate dai bambini all’ansia sul futuro del Pianeta. Il 95% tra bambine e bambini intervistati si dichiara preoccupato per il futuro dell’ambiente e più di uno su 3 (40%) riferisce di aver fatto un brutto sogno sul cambiamento climatico o sull’ambiente in pericolo e di aver fatto fatica a dormire o mangiare a causa di questo pensiero.