Il mare “mangia” la Puglia


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20 febbraio 2026

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Dal Gargano al Salento passando per il Tarantino: oltre la metà delle coste basse e sabbiose pugliesi (circa il 53%) è a rischio erosione. Secondo un recente studio della Regione Puglia, nel periodo compreso tra il 2006 e il 2020 il mare “ha mangiato” circa 31 chilometri.

Il fenomeno assume volti diversi ma un’unica direzione: arretramento. In alcune aree si tratta di pochi centimetri l’anno; in altre, di metri persi in una sola stagione dopo mareggiate intense. Non è solo una questione ambientale: è economica e sociale.
La Puglia vive di turismo costiero. Le sue spiagge sono il suo biglietto da visita nel mondo.

Erosione delle coste

La Regione Puglia ha stanziato fondi e avviato interventi di mitigazione. Barriere sommerse, ripascimenti, progetti di recupero delle dune. Sono passi necessari. Ma la vera sfida è più ampia: serve una visione di lungo periodo, una pianificazione che tenga conto del cambiamento climatico e della fragilità geomorfologica del territorio.

Le aree maggiormente esposte includono: il Gargano (provincia di Foggia), dove diversi tratti sabbiosi mostrano riduzione; il Salento (province di Lecce e Brindisi) dove numerosi segmenti costieri registrano arretramenti significativi, con impatti sul turismo balneare; la Costa ionica di Taranto con presenza di litorali bassi particolarmente vulnerabili alle mareggiate e all’innalzamento del livello del mare.