Vuoi essere una Capitale del mare? Sii sostenibile e biodiversa


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11 gennaio 2026

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Dalla valorizzazione alla conoscenza del mare, dalla biodiversità all’uso sostenibile delle risorse marine: sono questi i principi a cui i Comuni costieri devono ispirarsi per partecipare al titolo di “Capitale italiana del mare”. Un riconoscimento, per la prima volta in Italia che nasce per “valorizzare le città costiere” attraverso una “competizione sana” tra territori diversi per dimensioni e vocazione.
Il progetto vincitore dovrà puntare sul legame tra città e mare, mettendo al centro tradizioni, usi e mondo della marineria.

Per il ministro Musumeci (Protezione civile e Politiche del mare) “il mare non è un fatto scontato, serve un cambio di mentalità, anche alla luce del fatto che molti italiani non percepiscono il Paese come marittimo. Da qui la necessità di promuovere una nuova consapevolezza culturale e di ricordare che il mare è anche una risorsa economica strategica, al centro di quella economia blu che coinvolge imprese, lavoro e una quota rilevante del PIL nazionale”.
Il Comune che si aggiudicherà il titolo di Capitale italiana del mare (le cui domande devono essere presentate entro il 20 gennaio) sarà assegnato un contributo di un milione di euro. Una commissione di cinque esperti indipendenti valuterà i progetti secondo criteri di coerenza, innovazione, capacità di collaborazione istituzionale e ricadute territoriali.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro delle politiche nazionali ed europee dedicate alla tutela e allo sviluppo del mare, in linea con il Piano del mare 2023-2025 e con il Patto europeo per gli oceani. Il Comune premiato dovrà assicurare trasparenza nella gestione delle attività e presentare, a fine anno, un rapporto sui risultati ottenuti.